10304 QOM – COLLEZIONE PRIVATA

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10304 QOM – COLLEZIONE PRIVATA

Esaurito

 

Materiali: trama, ordito e vello in pura seta naturale; tinture naturali

Dimensioni: cm. 100 x 97 = 0.97 mq

Annodatura: circa 1.200.000 nodi/mq

 

 

Disponibile

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Descrizione

Bellissimo capolavoro persiano proveniente dalla città santa di Qum, ideato e realizzato dalla prestigiosa scuola di Mirmehdie produttrice di prestigiose opere d’arte tessili come il tappeto in questione. Esso possiede trama, ordito e vello in seta naturale di prima scelta che è stata sapientemente annodata e battuta per ottenere una rilevante finezza, infatti conta circa 1.200.000 nodi al Mq e si può annoverare tra i tappeti persiani più fini e preziosi. Le sue sete sono state oltremodo tinte con colori vegetali che nel tempo assumeranno tonalità uniche ed avvolgenti. Molto rare sono le dimensioni che lo contraddistinguono, infatti si tratta di un piccolo quadrato di Cm 100 x 97 che si presta a differenti collocazioni. La struttura interna riprende la forma quadrata: è incorniciato all’esterno da una bordura principale attorniata da altre più piccole in successione che fungono da catena protettiva, reca al centro un vaso di fiori che funge da medaglione centrale, circondato da una complessa e graziosa bordura curvilinea che lo racchiude, infine nei quattro angoli si ripete a due a due un’immagine floreale e faunistica. Più nello specifico il medaglione centrale è caratterizzato da un prezioso vaso da cui fuoriesce un tripudio di fiori con al centro una superba rosa -il fiore del paradiso- spesso simbolo per eccellenza delle opere del Maestro Mirmehdie; accanto ad essa svariate specie di fiori si alternano , tra di essi da notare in particolare alcuni iris –simboli di fertilità e portatori di buone notizie-; particolari risultano le quattro corna stilizzate che partono dalla rosa centrale –esse richiamano le antiche origini pastorali di tanti popoli asiatici e venivano considerati simboli beneauguranti- ; appoggiati su alcuni rami esterni a richiamare la circolarità dell’impianto sono presenti dei leggiadri uccellini –i volatili sono costantemente raffigurati in quanto espressione del legame tra terra e cielo e intermediari tra terreno e divino- . Anche nei quattro cantonali sono stati infatti ripresi i volatili ma nella parte inferiore sono in coppia per richiamare la famiglia e posti su un albero inserito in un contesto paesaggistico -immagine della tradizione persiana che rappresenta sia l’albero della vita che il giardino dell’Eden- mentre in alto in ogni singolo angolo è presente un martin pescatore che si nutre di un pesce, a ricordare il ciclo della vita. Ogni elemento, sia esso vegetale o animale, è stato riprodotto con cura e minuzia tanto da sembrare reale grazie alle molteplici differenze cromatiche che ne delineano i dettagli. Tratto distintivo dell’opera è la bellissima corona che attornia il vaso principale recante all’interno dei vasi stilizzati e dei decori che richiamano il simbolo Boteh –sinonimo di prosperità-, essa inoltre è stata realizzata con sfondo bianco capace di staccarsi dal resto del tappeto e di illuminare tutto il capolavoro; le altre zone a campo libero sono caratterizzate principalmente dalla presenza del colore blu – ricavato dalla macerazione delle foglie di Indigofera Tintoria- e del colore rosa –derivato dalla radice della Robbia-, molteplici sono invece le tonalità presenti nei dettagli naturalistici. Reca la firma del Maestro nella bordura superiore, al centro.  La realizzazione di questo superbo capolavoro ha richiesto tempo ed esperienza decennale data la complessità dell’impianto e la ricchezza dei disegni che non lasciano quasi spazio al campo libero; nel complesso risulta essere un tappeto di indiscussa fattura che entrerà nel mondo della vecchia e antica manifattura persiana e sarà sempre capace di abbellire ed impreziosire al meglio un angolo della propria casa.

 

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