In attesa dell’anteprima della nuova collezione che inaugurerà il nostro spazio CONTEMPORARY abbiamo posto dieci domande a SUSANNA CATI, artista tessile contemporanea, per capire meglio il suo lavoro e imparare a leggere le sue creazioni: i tappeti.

 

36: Artista tessile, fiber artist, textile artist: in quale definizione ti riconosci di più e perché?

S: La fiber art, detta anche textile, fabric o semplicemente arte tessile è una corrente dell’arte moderna e contemporanea (avanguardie futuriste, Bauhaus, espressionismo americano anni ‘50’/’70) e in questa accezione mi riconosco, perché per fare arte utilizzo prevalentemente il mezzo tessile. Mi piace però svincolarmi da rigide definizioni, rivendicando un’autonomia artistica a 360 gradi.

 

36: E’ vero che uno dei presupposti dell’arte è la mancanza di funzione? E in questo caso, nei tuoi tappeti dove finisce il design e inizia l’intervento artistico?

S: La bellezza è la forza presente dentro la creazione e l’arte ha la funzione di ricordarlo sempre all’umanità. L’arte come una forza di resistenza dell’umanità ha il compito e quindi la funzione di proteggere la bellezza. Questa funzione cerco di valorizzare nell’intervento artistico. Del resto anche nel passato i tappeti prima che complementi d’arredo avevano la funzione di tramandare, comunicare, difendere la bellezza; ed è con questo spirito che io disegno e creo tappeti ed arazzi.

 

36: Quanto del tuo lavoro è rappresentato dai tappeti?

S: Negli ultimi vent’anni, molto del mio lavoro è stato rappresentato dai tappeti e dagli arazzi contemporanei; in questi ultimi anni, è stato affiancato da lavori tessili, artistici di dimensioni ridotte che rispondono sempre ad un progetto.

 

36: Nella genesi di un’opera tessile come i tuoi tappeti ci sono diverse fasi di ideazione, progettazione e realizzazione: qualcuna di queste – e se sì in che misura – è delegabile o ti occupi tu di tutto in prima persona?

S: Per molto tempo mi sono occupata di tutte le fasi personalmente, poi ho potuto delegare in una certa misura la fase della realizzazione tecnica (penso ai tappeti tessuti in Sardegna). Sempre e solo mia rimane la fase dell’ideazione e progettazione

 

36: Tessitura, annodatura, tufting…quante e quali tecniche utilizzi nella realizzazione dei tappeti e quali prediligi?

S: Ho iniziato con il tufting per ragioni pratiche, velocità di realizzazione e grande libertà di ideazione (scrittura sui tappeti, forme particolari dei pezzi – storte, a rombi ecc) anche se prediligo le tecniche di tessitura e annodatura a mano; per quest’ultime è meglio, però, avvalersi di quelle artigiane che da anni lavorano con perfezione sui velli. Mi piacciono molto anche le tecniche poco convenzionali: assemblaggi, intagli, utilizzo di materiali riciclati, plastiche per realizzare superfici “tessili”.

 

36: Nei tuoi tappeti, prevale la narrazione d’insieme della singola opera – o di una serie di opere – oppure utilizzi decori simbolici e che rimandano al significato del singolo disegno, come succede, in parte, negli impianti decorativi dei tappeti orientali antichi?

S: Non ci sono regole codificate, può prevalere la narrazione d’insieme come il singolo decoro: dipende dal progetto – spesso dipende anche dall’esigenza della committenza se lavoriamo prima su un bozzetto.

 

36: Chi è l’acquirente tipo dei tuoi tappeti?

S: L’acquirente tipo è colui che ama personalizzare quello che acquista, magari con un’idea sui colori un mood sulle forme: direi che alcuni acquirenti hanno un approccio da collezionisti. Ci sono anche coloro che avendo una casa tutta senza spigoli desiderano tappeti stondati!!!

 

36: Chi è l’artista, contemporaneo o del passato, che maggiormente ti ispira o ti ha ispirato?

S: Gli artisti che mi hanno ispirato sono un’infinità: dalla scuola del Bauhaus a Sonia Delaunay, da Mirò al magnifico Matisse e tanti altri. Sono onnivora in questo senso.

 

36: Il più bello dei tuoi tappeti, lo hai già realizzato o lo stai ancora ‘cercando’?

S: Lo sto sicuramente ‘cercando’

 

36: Prossimi progetti?

S: Per la prima volta ho realizzato un tappeto disegnato da un altro artista, Stefano Bergamo, ed è stato un esperimento divertente. I prossimi progetti prevedono collaborazioni con produttori di tappeti che utilizzano tecniche antiche e arcaiche. E, naturalmente, la presentazione del nuovo progetto a 36Mazal a giugno.

 

 

Chi è Susanna Cati…

Artista dal percorso artistico e personale in costante arricchimento segna, con l’esperienza, un continuo passaggio di crescita culturale e progettuale. Partendo da studi classici, consegue il Diploma di Laurea presso l’Accademia di Costume e Moda di Roma e arricchisce, da subito, le esperienze nel campo della moda.

La collaborazione con lo scenografo Giovanni Licheri nella preparazione di oggetti scenici teatrali al Teatro Argentina in Roma così come l’esperienza quale assistente stilistica, sia freelance che per importanti aziende italiane e francesi, si abbinano felicemente alla sua creatività tessile. La Cati trova negli anni successivi la cifra espressiva a lei più congeniale nei tappeti (e negli arazzi) realizzati su proprio disegno in pezzi unici, con tecnica tufting o con tecniche più tradizionali talvolta in collaborazione con esperte tessitrici.

Dal 1996 ha dato inizio alla progettazione e realizzazione di tappeti o superfici tessili nonché alla ideazione di complementi d’arredo; pezzi unici disegnati e rigorosamente realizzati con materiali naturali, con una infinita variazione di colori che ribadiscono i legami come coagulo di forme contenute allo stato potenziale e nate dalla stessa matrice creativa.

Numerose le mostre a cui ha partecipato, cogliendo significativi riconoscimenti dalle riviste specializzate.

Vive e lavora nella splendida Perugia (Italia).

 

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